martedì 12 gennaio 2010

scrivere

fluttuo in una malinconia blu.
il blu è il colore dei miei pensieri, che si rincorrono come onde, senza fretta, senza scosse - il blu è un colore meravigliosamente fluido, indefinito, si adatta alla dolcezza e alla rabbia allo stesso modo.
versatile.

fluttuo, dicevo, ai limiti dell'oblio, come tutte le volte che ho tempo.
overdose di potere, delirio di onnipotenza, è un adagiarsi su nuvole azzurrine che accolgono le tue isterie, e le cullano finchè non si addormentano col sorriso sulle labbra: e il ticchettio dell'orologio scandisce i tuoi pensieri, e li accompagna.
è tempo rubato, ma questo non importa: non c'è bisogno di riciclare il tempo sporco, perchè non rimangono tracce dei delitti metafisici.

fluttuo e penso, un sorriso pigro all'angolo della bocca, penso agli angeli, e ai mondi paralleli.
penso a come io viva delle parole altrui, come idolatri chi sa raccontare.
a come chi idolatro sappia raccontare.

non c'è nulla di logico, se non una smisurata ammirazione.
soprattutto per chi non ha bisogno di raccontare, di scrivere - ma regala qualcosa al mondo.
c'è un briciolo di invidia, in effetti: io ho bisogno di scrivere, ma non sono brava. non che questo importi qualcosa - per quel che devo fare, basta saper mettere in fila tre parole, e avere qualche amico misericordioso che le legge, per farmi un favore. la scrittura diventa, per me, un mezzo per dire quel che non dico, per inviare messaggi subliminali, per sentirmi un po' più viva.
ma è una scrittura troppo incentrata su di me per creare davvero.
forse creo di più quando leggo. lì sì, che la mia tendenza a riversarmi in quel che faccio può essere utile - trasfusione di vitalità a parole di altri, che hanno di che nutrire i mondi di cui sono portavoce.

scrivete delle storie, per me.

4 commenti:

  1. Un uomo salì da Dio e si lamentò che gli avesse dato in sposa una donna di burro che ogni estate, per il forte calore del sole, si scioglieva, stanco di doversela rimodellare ogni anno all' inizio di ogni autunno.
    "Perchè non posso avere anch' io una donna in carne e ossa come tutti gli altri uomini?"
    A sentirlo, Dio si sentì mortificato e avvilito, perchè pensava che nel suo mondo tutti vivessero ugualmente felici. "Mi dispiace" disse "ma il materiale per fare un' altra donna in carne e ossa mi è finito, mi è rimasto solo questo mucchio di burro. Non so proprio come fare per accontentarti".
    L' uomo rispose "Bene, dal momento che preferisco restare solo piuttosto che dovermi modellare la donna ogni autunno per poi vedermela sciogliere l' estate seguente, mi ritirerò su uno scoglio in mezzo alle onde, e lì diventerò sapiente".

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  2. grazie.

    [è poi diventato sapiente?]

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  3. sì, ma non aveva nessuno con cui parlare, lì come un coglione in mezzo al mare

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  4. Una volta non c'era (sì, hai capito bene, NON c'era) più tempo, perchè era tardi e non avevano fatto niente per evitarlo. Era morto prima che sapesse che il mondo aveva bisogno di lui. E allora passarono tutti gli anni seguenti a piangere e dire "come siamo stati stolti! Dovevamo apprezzarlo finchè era vivo!". E fu così che non si accorsero che ne era morto un altro. E un altro ancora. Finchè non morirono tutti e non ci furono più problemi, anche perchè l'ultimo rimasto si era apprezzato moltissimo.

    Questo è stato scritto perchè la mia Fantasia me lo imponeva e per dimostrarti che c'è gente meno capace di te, a scrivere. Ma che è bello lo stesso farlo. Aha!
    Sara

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