giovedì 8 aprile 2010

...se ti tagliassero a pezzetti...

faber, faber...
ma se mi tagliassero a pezzetti, il vento li raccoglierebbe?

[forse, però, la morale di questa favola è proprio che conviene evitare di farsi tagliare a pezzetti, piuttosto che aspettare che il vento si degni di raccoglierli.]

"ed è proprio la sua qualità di intellettuale, con l'eccesso del pensiero, il continuo osservarsi e studiarsi, a raggelare i suoi sentimenti, a bloccarne l'azione, ad isolarlo dalla vita che scorre fuori e lontano, irraggiungibile."
essere un topos della letteratura decadente ti autorizza a crogiolarti in un titanico vittimismo
- sola anima pura tagliata smembrata perseguitata da un mondo crudele.

martedì 6 aprile 2010

4 - bilbao (tempo)

spirali.
viaggio all'interno della mia mente,
avanti e indietro in tempi vissuti e sognati e cambiati e reinterpretati
passo e angoscia, passo e speranza, passo e meraviglia.

viaggio spiritualromantico,
non ho mai pregato così tanto,
e in modo così illogico.
ho pregato tutto,
da Dio all'Oceano
(di cui ora mi farò sacerdotessa).
e chissà se è vero che accetta le preghiere di tutti.

et cette fichue fissation pour les dates.
pour le temps.
pour le Jadis
- che in questa lingua non esiste.
forse, se non tenessi il conto dei giorni, sarebbe più facile godersi il sole.
forse, se non sapessi che oggi è oggi, potrei pensare ad altro.
ma forse mi piace stupirmi ogni momento di come tutto cambi, e il tempo voli e resti fermo.

sabato 3 aprile 2010

3 - donostia (tartaruga)

non ha occhi, l'isola tartaruga.
ma so che mi sta guardando.
mi metto comoda, al centro del sole disegnato sulla spiaggia deserta (quella spiaggia che tra un po' sparisce, inghiottita dall'oceano), a fianco dell'impassibile cercatore d'oro che non mi degna di uno sguardo.
lei, invece, mi fissa. aspetta che le racconti.
ed io racconto.
racconto a modo mio, smontando e rimontando,
hegelianamente intellettualoide,
senza una logica e senza un'ordine,
milioni di pixel alienati e alienanti,
emozioni decontestualizzate,
interrogativi angoscianti e alogici, forse.
lei non si scompone, ascolta.
non fa domande, ascolta e sa.
capisce, mette in ordine e fila la trama di una storia mai vissuta e sempre sperata, la trama di un sogno limato, studiato - ora pronto per essere letto e mandato nel mondo.

2 - donostia (oceano)

se il mare è il femminino, la morte, l'oblio,
l'oceano è vita e forza.
non è blu... grigio, bianco, verde, apoteosi di urla divine - ma è dal blu che nasce, vomitato da quello stesso cielo contro cui si impenna, schiantandosi in brandelli di rabbia.
sono blu le sue viscere, nascoste... nasce dall'oblio cercato in tutti i mari, gli istanti perduti si raccolgono qui, e da qui, infrangendosi in milioni di spruzzi, si mescolano alla pioggia, all'aria, impregnano la terra e il tempo, e tornano alla vita.

[attrazione pura]
dolore sommerso e sublimato, dolce,
ombra negli occhi di una risata ribelle.
forse è questo che cerco.

1 - barcelona

è l'aria di qua, che fa bene.
arriva ovunque, anche dentro l'aeroporto, oltre le barriere, le reti, i muri.
aria di vita, frizzante, pulita - immagino che lo smog l'abbiano anche loro, ma è tutto un po' diverso, le cose hanno contorni più netti, come se tutte le mie Io mettessero a fuoco la stessa cosa.
dà vita, questa città.

the cruellest month

april is the cruellest month, breeding
lilacs out of the dread land, mixing
memory and desire, stirring
dull roots with spring rain.
winter kept us warm, covering
earth in forgetful snow, feeding
a little life with dried tubers.

t. s. eliot

martedì 30 marzo 2010

(evitiamo di pensare ai catastrofici risultati delle regionali immergendoci in estasi mistiche)

terza ora di storia&filosofia.
ore 18:45.
temporale, tuoni e lampi. dopo i simpatici risultati delle ancora più simpatiche elezioni, sa molto di "potrebbe andare peggio - potrebbe piovere!"

ma se quando esci da scuola inizia a piovere col sole...
è davvero un momento magico. cristo che rinasce, o che viene creato da milioni di speranze.
l'assoluto che si svela, che ti viene a salvare da un mondo meschino.
e visto dall'alto, questo mondo è bellissimo.

estasi mistica in una luce generatrice,
che apre gli occhi su piani alternativi.
non cancella le contraddizioni, le antitesi, ma ti lascia intravedere una sintesi sublime e stranamente immanente...
lo sai di essere magico, mondo?
lo sai di essere bello,
sai che ti amo oltre ogni possibile logica?