sabato 15 gennaio 2011

step number three.

où commence-t-il le Jadis?

c'è una nebbia che non ci si vede, che non se ne va. ma i fantasmi mi rendono felice, oggi - come tutte le volte in cui sono già felice, la nebbia ha un effetto universalizzante, e ora sono in pace anche con il mondo che si estende al di là del mio naso.

forse è il fatto di fermarsi, a proprio agio, nel bel mezzo di un disequilibrio che forse si stabilizza, o oscilla e casca dall'altra parte, e allora è buffo e va tutto bene.
forse è che dovrei cercare di accettare lo spazio, quello in 4 o 5 dimensioni in cui nuotano i pensieri, piuttosto che cercare di neutralizzarlo riempiendolo di cazzate in horror-vacui-style.
forse dovrei capire chi sono, per poter passare al livello 4
(chissà quante vite ho ancora e con che codice si bara).
forse è che la felicità incredula riflessa funziona,
oppure che quello che mi importa è creare un contatto, e poter rimanere
per sempre
tra loro.

mercoledì 5 gennaio 2011

supponiamo per assurdo

supponiamo.
supponiamo per assurdo.
assurdo
assurdo
assurdo
assurdo
teatro dell'
supponiamo.

supponiamo che tutto sia perfetto, che la neve tenga, che ti scivoli via come ombra nel vento e che la tua risata oscuri le stelle.
supponiamo che tu sia felice, perfettamente felice.
che tu preghi in francese dei sconosciuti e che loro ti ascoltino, e che il mondo canti, e ti passi davanti, fuori ma accanto, alberi cristallizzati in altre epoche che conservano il segreto del finito.
supponiamo che ogni minuto ti avvicini a casa, ma senza uscire dal sogno.
supponiamo che il sole splenda ancora, e faccia freddo, anche senza neve.
supponiamo che tu continui a sognare, in quell'euforia stupida in cui ti trascinano i sogni che si avverano senza farti male, senza accorgerti che neanche nei sogni puoi manipolare le anime, attenta, è qui che compare l'assurdo.

sognare non costa nulla
- stai solo vendendo l'anima.

e raimundo benvindo silva sfiorò la rosa bianca con le dita.
lui, lui forse ti somiglia. lui e il suo NON che finì per stravolgere l'assedio di lisbona.

venerdì 24 dicembre 2010

a te

grazie.

[blue. blue.blue.
(blueblu.)]

martedì 21 dicembre 2010

bolle (blu)

se farle esplodere è Peccato,
prenderle in mano senza romperle
è un disastro.

domenica 12 dicembre 2010

perfezione

dio,
onnipotente proprio perchè riesce a sopportare l'idea che nella sua creazione esista il male.
è solo l'uomo che non riesce a sopportare le asimmetrie, monito costante dei suoi limiti, memento mori.

è solo l'uomo che brama per l'azione,
che vuole fare qualcosa, qualunque cosa.
anche cercare di cambiare l'ordine dei pensieri per seguire un sorriso.

e se, soffocata dalla noia, non fossi in grado di amare?
e se, per amare il vento, dovessi dargli un nome?
e se, amando tutto, non amassi niente?
(ma in fondo, l'amore filiale è incesto?)

ps: sappi di avermi dato da pensare. mi hai stupita.
(e odio avere sempre ragione, in fondo. può rivelarsi... scomodo)

giovedì 9 dicembre 2010

7 chicchi rubati

dita sporche di inchiostro e melagrana.
la vita e la morte, sembra sangue, sangue rosso e sangue blu, che cos'hai fatto chi hai ucciso perchè?
dimmelo tu, Blimunda, dimmi tu perchè, guardami,
guardami come sono davvero,
fissami scrutami vedimi,
la vedi? la vedi la nuvola chiusa che mi serra la gola, è tua.
prendila.
prendi per mano il Sette-Soli, lui cieco, lui monco, prendigli la mano perchè il suo artiglio sappia come muoversi, dove aprire, ti regalo la mia volontà, Blimunda, a te e al vostro folle progetto, le volontà malvagie sono quelle più potenti, le uniche a poter attrarre l'ambra che attragga la calamita che dia vita all'uccellaccio, le uniche forti abbastanza da tener su il sole, etere sospeso a metà, rifiutato dal paradiso, che come sporca vendetta protegge questo mondo.
prendila, Blimunda, tu che sei l'unica a vederla, sono stanca di coccolarla in segreto, liberami da questa maledizione

"che ti ritorni in mente, dopo che sarai morto, tutto ciò che in te è di Odisseo, e che non ti lasci mai in pace"

perchè i geni sono geni anche quando dormono.

e non dire mai ad alta voce le tue paure, è così che dio ha creato il mondo.

venerdì 5 novembre 2010

sogni

una schiera di koala assassini
(con gli occhi vitrei
o lo sguardo coccoloso)
mi acchiappa la mano per strada
senza rispondere a domande mute.

poi fuggo in francia.